La via dell'invisibile,  Virginia Vandini

8 MARZO

Oggi, più di ieri, questa società ha bisogno della donna, soprattutto della sua fragilità, un aspetto non riconosciuto perché considerato inadeguato in questo mondo dominato dall’efficienza, dal calcolo e dalla logica.

La fragilità della donna equivale alla forza della cedevolezza di una canna di bambù, debole all’apparenza ma che crescendo è in grado di trapassare il cemento se questo si frappone tra lei e il sole.

È proprio il recupero della fragilità come forza istintiva, naturale che può essere restituita all’esistenza di ciascuno di noi la sua dimensione umana di tenerezza e gentilezza.

Auguro a ogni donna di amare la propria fragilità scorgendo nella sua dignità di esistere pura forza per affermare la vita.

 

Foto di Gabriele Albanese