RIPRENDIAMOCI LA BELLEZZA

L’altro giorno vado a trovare mia mamma e vedo nei suoi occhi una luce speciale. La trovo bellissima, nella sua semplicità naturale, senza trucco, con una tuta in pile e i capelli un po’ selvaggi.
L’abbraccio e glielo sussurro nelle orecchie: “Mamma, sei bellissima”. Ma lei, quasi si ritrae ed esclama: “Amore, mi prendi in giro? Sono a malapena presentabile”.
Queste parole non mi lasciano indifferente e mi sollecitano una riflessione.
Che cos’è la bellezza se non un’esperienza di turbamento?
E’ quando ti perdi negli occhi della persona che ami, di fronte a un paesaggio naturale o a un’opera d’arte, nella lettura di un racconto, nel sorriso di un bambino che gioca.
Tu la guardi, la senti e ti rapisce.
Ma, se è così, la bellezza non ha niente a che fare con i parametri socialmente indotti.
Siamo, a tutti gli effetti, condizionati da un apparire, un mostrarci che non esprime la vera bellezza.
C’identifichiamo, aderiamo e giudichiamo secondo prototipi falsi e falsati. Così facendo c’è sempre qualcosa che non va nel corpo e nel volto, soprattutto se fortemente divergenti a questi canoni imposti, introiettati e considerati “giusti”.
Da qui a considerarci brutti, fuori luogo, non a posto, il passo è breve.
A questo punto l’operazione è riuscita: la bellezza non sarai mai più tu. Ma qualcosa di esterno a te, da perseguire, inseguire e perseguire. Ora e per sempre schiavi di mode, riviste patinate e modelli dell’ultimo grido.
Riprendiamoci la bellezza. Riprendiamoci il turbamento. Riprendiamoci la gioia di essere, di innamorarci delle nostre forme imperfette e uniche, di onorare la nostra faccia.
Virginia Vandini