La via dell'invisibile,  Virginia Vandini

E PIANGO. E SORRIDO.

Vivo in questo periodo un’alternanza di emozioni dentro di me che non avrei mai immaginato di poter sperimentare. Sentire simultaneamente una grande gioia e una profonda tristezza è una delle peculiarità di questo periodo che ho paragonato a un prisma sfaccettato o, più semplicemente, a un dado dai mille volti.
C’è un movimento straordinario nel mio essere, direi anche eccessivo per quanto è forte e veloce, pur stando ferma a casa.
Sorseggio una tisana in attesa di ascoltare una persona via Skype seduta sulla panchina del mio terrazzino e ripercorro con la mente gli accadimenti avvenuti in queste ultime ore: la nascita di una nipotina, la donazione di una cara amica per sostenere i progetti che sto portando avanti con la mia Associazione, il riscontro negativo di una biopsia che aspettavamo da tempo… poi l’annuncio improvviso della morte di una vicina alla quale sono particolarmente affezionata.
Eccole di nuovo insieme, gioia e tristezza con quel senso di impotenza che spesso avverto di fronte agli eventi che si determinando quotidianamente: persone che lasciano il corpo senza poterle salutare; famiglie, tante famiglie che non hanno soldi né per curarsi, né tantomeno per mangiare; gente sola, isolata che non ha nessuno cui rivolgersi per ricevere un po’ di calore, conforto.
E, accanto a tutto questo, uomini e donne che ogni giorno portano il loro piccolo/grande valore, si danno da fare con un gesto, un pensiero, un esserci.
Benedizione, gratitudine, amore riassorbono in un istante l’impotenza per lasciare spazio alla Fede dove gioia e tristezza appaiono come due sorelle inseparabili nella complessità dell’esistenza.
C’è tristezza e c’è gioia.
Entro nell’esperienza dell’uno e dell’altra mentre la mia anima accoglie in uno spazio di imperturbabilità tutta la mirabile, sconfinata finitezza della condizione umana.
E piango. E sorrido.

09.04.2020 – Virginia Vandini

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