Counseling

TU MI RENDI FELICE


È una frase che in passato mi sembrava tanto bella. Riconoscere nella persona che ti è accanto (genitore, figlio, amico, partner…) una preziosità talmente grande da affidarle la tua condizione di appagamento e benessere.
Oggi invece la sento fortemente fuori luogo perché dà all’altro una responsabilità, forse anche un peso, che non gli appartiene.
A pensarci bene dire “tu mi rendi felice” fa entrare in un vortice di aspettative reciproche che, alla lunga, logora le relazioni portandole a una sorta d’imprigionamento dei ruoli a discapito di un’espressione autentica e spontanea.
Quando poi, dall’altra parte, per qualsiasi motivo, non riceviamo più un certo tipo di attenzioni, il rapporto diventa insostenibile e vorremmo solo uscire fuori da una situazione di sofferenza che da paradiso è diventata inferno.
È evidente che la felicità dovrebbe essere uno stato interiore, dell’essere e non la conseguenza del comportamento altrui.
Impariamo a smascherare queste trappole linguistiche e a trasformarle grazie a un nuovo livello di consapevolezza che ci permetta veramente di amare, di essere liberi e felici!

Virginia Vandini