Articoli,  Counseling,  Virginia Vandini

“TUTTO ACCADE PER UN OTTIMO FINE”

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Dopo un anno tutti i sacrifici fatti non hanno portato a nulla e ci ritroviamo esattamente come prima.

A cosa è servito rinunciare ad abbracci, carezze, vicinanza se poi siamo esattamente come un anno fa?

Il vaccino ci salverà! Sembra più la speranza di chi si trova all’ultima spiaggia che non una sicurezza reale. Infatti uno dei vaccini messi sul mercato, l’Astrazeneca, è stato già ritirato per i rischi alla salute che comporta.

Non è facile per nessuno. Sconforto, rabbia, frustrazione sono i sentimenti più diffusi. C’è lo spettro del lavoro, come arrivare a fine mese, il miraggio della cassa integrazione e poi la malattia, la paura di perdere i propri cari senza neppure salutarli, l’isolamento di tanti anziani e dei giovani che si rifugiano sempre più in un mondo virtuale dove i confini sembrano non esistere.

Come affrontare tutto questo e andare avanti? Tollerare l’ennesima chiusura senza la garanzia che finalmente si uscirà da questo tunnel?

Sentirsi allo stremo, sfiduciati, smarriti, disperati lo ascolto nei cuori delle persone che vorrebbero solo riprendere la propria vita in mano e poter respirare vedendo svanire, una volta per tutte, l’incubo di poter contagiare o essere contagiati.

Non ho soluzioni da proporre, né consigli da suggerire. Ogni pensiero a riguardo lo percepisco limitante, riduttivo, fuori luogo. Solo mi viene in mente Giordano Bruno quando afferma: Tutto accade per un ottimo fine. Di certo non vuole essere una consolazione che tra l’altro non è. È una visione.

Proprio come Primo Levi nei lager nazisti che non coltiva la speranza né tantomeno l’illusione ma l’amore per l’esistenza in se stesso uscendo da ogni forma di schema “bianco e nero” e tenendo aperta la complessità dei problemi.

Simili contenuti sono solo suggestioni per aiutarci, in questa nuova fase, a non limitare lo sguardo a quella che viene considerata la “realtà delle cose” e a mantenere vivo, nonostante tutto, il genio creativo di Bruno e Levi presente in ciascuno di noi.

Virginia Vandini